Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for giugno 2015

Luciana Castellina, Il Manifesto, 1 luglio 2015

Nono­stante l’amichevole gesto con cui Mat­teo Renzi, rega­lan­do­gli una cra­vatta, accolse la prima volta il neo eletto primo mini­stro greco, è pro­prio lui che, arri­vati al dun­que, ha ora reso il peg­gior ser­vi­zio a Ale­xis Tsi­pras. Dicendo che il refe­ren­dum di Atene avrà per oggetto un pro­nun­cia­mento a favore dell’euro o della dracma. Pro­prio il con­tra­rio di quanto il governo greco si è sfor­zato di spie­gare. E cioè che non intende affatto optare per un ritorno alla moneta nazio­nale e uscire dall’eurozona, e invece aver più forza per imporre una discus­sione– che fino ad ora non c’è stata mai — su quale debba essere in mate­ria la poli­tica europea.

(altro…)

Read Full Post »

Sto leggendo Point Lenana, libro di Wu Ming 1 e Roberto Santachiara. Come sempre, quando si parla dei Wu Ming si tratta di un libro documentatissimo dal punto di vista storico.

Un giovane Srečko Kosovel in un ritratto di G.A. Kos

A un certo punto, mentre gli autori stanno raccontando del periodo fascista a Trieste, con la forzata “italianizzazione” di slavi e tedeschi residenti nella Venezia Giulia, citano questo brano del poeta sloveno Srečko Kosovel. Non so se si tratti di un frammento o di una poesia completa; ho fatto una rapida ricerca con Google e non ho trovato nulla, in italiano almeno.

Comunque la riporto perché mi sembra contenga preoccupanti analogie con quanto sta succedendo nei confronti della Grecia in questi giorni. Vuoi rimanere a vivere a Trieste? Dichiarati italiano e cambia il tuo cognome, da Ivic a Giannini. Vuoi rimanere in Europa, condanna il tuo popolo a ulteriori sacrifici per alcuni anni e avrai così contribuito a evitare che altri, in futuro alzino la testa.

Volti umani nel vuoto senza fondo.
Nei cuori non c’è altare dedicato all’uomo.
Ribellati, insorgi! Europa casa di pazzi.
Europa manicomio.

Read Full Post »

30 giugno 1960. Gli scontri in piazza De Ferrari

L’annuncio di questa iniziativa voglio darlo oggi, anche se non tutti i dettagli sono stati definiti. Esattamente cinquantacinque anni fa, Genova insorgeva contro il fascismo. Lavoratori e studenti si coalizzavano e manifestavano contro la decisione di far tenere il congresso del Movimento Sociale nella città Medaglia d’Oro per la Resistenza e soprattutto contro la decisione di far partecipare al congresso Carlo Emanuele Basile, pesantemente compromesso con il regime di Mussolini.

(altro…)

Read Full Post »

Barbara Spinelli ed Étienne Balibar, La Repubblica, 29 giugno 2015

CARO direttore, chiediamo ai tre creditori della Grecia (Commissione, Banca centrale europea, Fondo Monetario internazionale) se sanno quello che fanno, quando applicano alla Grecia un’ennesima terapia dell’austerità e giudicano irricevibile ogni controproposta proveniente da Atene. Se sanno che la Grecia già dal 2009 è sottoposta a un accanimento terapeutico che ha ridotto i suoi salari del 37%, le pensioni in molti casi del 48%, il numero degli impiegati statali del 30%, la spesa per i consumi del 33%, il reddito complessivo del 27%, mentre la disoccupazione è salita al 27% e il debito pubblico al 180% del Pil.

(altro…)

Read Full Post »

Amici greci,

da sei mesi il governo greco combatte una battaglia in condizioni in condizioni di soffocamento economico senza precedenti, per implementare il mandato che ci avete dato il 25 gennaio.

Il mandato che stavamo negoziando coi nostri partner chiedeva di mettere fine all’austerità e permettere alla prosperità ed alla giustizia sociale di tornare nel nostro paese.

(altro…)

Read Full Post »

Huffington Post, 27 giugno 2015

Da Matteo Renzi alla sinistra Pd, Alfredo Reichlin ne ha per tutti. Parlando alla riunione della minoranza Dem, Reichlin ha definito il premier “un ignorante” e ha quindi criticato la sinistra Pd, spiegando che “non bastano “le proteste e i voti contrari a leggi sbagliate”.

Alfredo Reichlin

(altro…)

Read Full Post »

Giuliana Sgrena, Il Manifesto, 26 giugno 2015

Chi riu­scirà a scon­fig­gere i ter­ro­ri­sti dell’Isis? Solo chi ha un pro­getto di società alter­na­tivo a quello fon­da­men­ta­li­sta del calif­fato e dei suoi soste­ni­tori, a oriente e a occidente.

(altro…)

Read Full Post »

Oggi, al termine dell’ennesima riunione sull’argomento, l’Eurogruppo ha annunciato che non accoglierà le richieste greche di estendere di alcune settimane l’attuale programma di salvataggio in scadenza il 30 giugno. L’indecisionista Europa ha finalmente partorito il topolino, lesinando anche sugli spiccioli. Ma non voglio concentrare la mia attenzione sulle scellerate scelte dell’Unione, preferisco tentare di analizzare il fatto nuovo, ovvero che finalmente siamo di fronte a uno statista vero, uno che mette al primo posto gli interessi del suo popolo a quelli di banche e poteri forti, fino ad avere il coraggio di indire un referendum per sottoporre al giudizio popolare sovrano la scelta da compiere.

(altro…)

Read Full Post »

Jürgen Habermas, La Repubblica, 23 giugno 2015

Jürgen Habermas

La recente sentenza della Corte di Giustizia europea getta una luce impietosa su un errore di fondo della costruzione europea: quello di aver costituito un’unione monetaria senza un’unione politica. Tutti i cittadini dovrebbero essere grati a Mario Draghi, che nell’estate 2012 scongiurò con un’unica frase le conseguenze disastrose dell’incombente collasso della valuta europea. Aveva tolto la patata bollente dalle mani dell’Eurogruppo annunciando la disponibilità all’acquisto di titoli di stato senza limiti quantitativi in caso di necessità: un salto in avanti cui l’aveva costretto l’inerzia dei capi di governo, paralizzati dallo shock e incapaci di agire nell’interesse comune dell’Europa, aggrappati com’erano ai loro interessi nazionali. I mercati finanziari reagirono positivamente a quell’unica frase, benché il capo della Bce avesse simulato una sovranità fiscale che non possedeva, dato che oggi come ieri, sono le banche centrali degli Stati membri a dover garantire i crediti in ultima istanza.

(altro…)

Read Full Post »

Alberto Burgio, Il Manifesto, 26 giugno 2015

Scor­rendo le cro­na­che di quest’ultimo enne­simo stu­pro del par­la­mento e della demo­cra­zia da parte del ren­zi­go­verno ver­rebbe voglia di chiu­dere lì il discorso prima ancora di aprirlo. Col più clas­sico e liqui­da­to­rio gesto di stizza che i bam­bini com­piono quando la rab­bia sacro­san­ta­mente li scuote. L’avete voluto, tene­te­velo. Quanto peg­gio, tanto meglio. Ma a chi poi si rivol­ge­rebbe que­sta stizza cieca, dato che i con­trac­colpi cadono tutti sulle nostre teste? Nostre, di noi che que­sto schifo non l’abbiamo mai voluto né mai abbiamo fatto alcun­ché per meri­tar­celo, se non l’essere stati inca­paci in tutti que­sti non brevi anni di raf­for­zare la parte sana o meno malata del paese e di rico­struire quella sini­stra comu­ni­sta o anche sol­tanto seria­mente socia­li­sta che era stata sui­ci­data nei secondi anni Ottanta?

(altro…)

Read Full Post »

Guido Liguori, Il Manifesto, 25 giugno 2015

Soggetto plurale, saldamente collegato all’Europa di Syriza, Linke e Podemos. Con una «tavola dei valori» sui temi fondamentali, ma soprattutto una «fusione a caldo» delle diverse anime. Con un orizzonte che non sia elettorale

Sem­bra si sia final­mente giunti alla sia pur fati­cosa gesta­zione di un nuovo sog­getto uni­ta­rio della sini­stra. È un tema ine­lu­di­bile, non più rin­via­bile. Le recenti ele­zioni regio­nali hanno infatti visto due vin­ci­tori: nell’area di cen­tro­de­stra la Lega, nell’area di cen­tro­si­ni­stra il non voto.

(altro…)

Read Full Post »

Rossana Rossanda, sbilanciamoci.info, 21 giugno 2015

Rossana Rossanda

Perdere in un anno due milioni di voti, come è successo al Pd, non è un incidente da poco. Si poteva pensare che il suo segretario, nonché premier, ne prendesse atto per correggere il tiro, mentre Renzi ha cercato soltanto di scrollarselo di dosso: “Non è una sconfitta mia, ma dell’opposizione”.

Non è neppure sfiorato dal sospetto che le minoranze non sono una disgrazia ma una condizione della democrazia; forse non ha mai saputo che della loro possibilità di muoversi in parlamento il garante è lui in quanto leader della maggioranza, convinto com’è che governare sia decidere da solo e per tutti. Due giorni dopo ha messo in atto le sue vendette rinviando una riforma della scuola e le attesissime centomila assunzioni di insegnanti che essa comportava dopo anni e anni di immobilità.

(altro…)

Read Full Post »

Claudio Gnesutta, Il Manifesto. 26 giugno 2015

Giorgio Ruffolo

Già trent’anni fa Gior­gio Ruf­folo defi­niva il Pro­dotto nazio­nale lordo un «idolo bugiardo». Un indice al quale veniva attri­buita la capa­cità di dar conto non solo della cre­scita eco­no­mica di un paese, ma anche del suo pro­gresso sociale. L’inganno sta nel fatto che esso offre un’informazione distorta del pro­gresso sociale. Que­sta con­sa­pe­vo­lezza ha sol­le­ci­tato da tempo la costru­zione di indi­ca­tori più appro­priati del livello di “ben-essere” di una nazione. L’importanza dei nuovi indi­ca­tori risiede – oltre a cer­ti­fi­care meglio le con­di­zioni sociali esi­stenti – nel ruolo che avreb­bero nel defi­nire, in dire­zione social­mente più appro­priata, gli obiet­tivi della poli­tica economica.

(altro…)

Read Full Post »

Lettera inviata in adesione all’appello “Io rinuncio al mio credito greco“, pubblicata quasi integralmente sul Manifesto del 25 giugno a pagina 3.

Gentili signori,

da tempo sto assistendo con vivissima preoccupazione agli sviluppi dei rapporti fra l’Unione Europea e la Grecia.
Da convinto assertore delle idee di Altiero Spinelli ho quindi deciso di levare la mia voce di cittadino europeo per contestare le scelte di Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea. Questi tre organismi stanno promuovendo soluzioni inefficaci: lo dimostrano i risultati finora ottenuti e non c’è bisogno di scomodare dottrine economiche né ideologie per verificarlo. Ovunque siano state applicate le misure proposte dalla cosiddetta “troika” sono aumentate disoccupazione, disagio sociale e si riscontra una preoccupante crescita, anche in termini elettorali, di forze politiche xenofobe e antieuropee.
Alexis Tispras e Yanis Varoufakis stanno combattendo una battaglia di idee e per la democrazia, cercando di dimostrare che l’integrazione europea può e deve essere fatta attraverso la ricerca del consenso dei popoli d’Europa. E’ una battaglia per la democrazia, prima di tutto, e la stanno conducendo in nome e per conto del loro popolo, che li ha liberamente eletti.
Lasciare sola la Grecia significa abbandonare il progetto di un’Europa dei popoli, che fu non solo di Spinelli, ma anche di De Gasperi, Monnet, Spaak, Shumann, Adenauer. E significa anche mettere a rischio di implosione l’intera costruzione europea, perché un progetto politico che non si basi sul consenso è, prima o poi, destinato a fallire, per quanto esso sia grandioso.
Vi prego, quindi, di tentare ogni possibile soluzione politica perché si inverta l’attuale tendenza, sfruttando l’autorevolezza che deriva dall’essere uno dei paesi fondatori della Comunità europea. Ne va del destino comune di tutti noi, cittadini europei.
Con l’augurio di buon lavoro
Alberto Soave

Read Full Post »

(altro…)

Read Full Post »

Gabriele Pastrello, Il Manifesto, 24 giugno 2015

Qui nep­pure i fondi di caffè né la sfera di cri­stallo pos­sono aiu­tare. Nes­suno può dire come andrà a finire con la Gre­cia. Ma si può ragio­nare su quello che è successo.

Comin­ciando, ad esem­pio, dall’atteggiamento della Lagarde, pre­si­dente del Fmi.

(altro…)

Read Full Post »

Marta Fana, Il Manifesto, 24 giugno 2015

Cala il fatturato dell’industria in aprile dovuto soprattutto a un calo sul mercato interno, mentre aumentano le vendite sul mercato estero

Con­ti­nua l’altalena dei dati sull’andamento dell’economia ita­liana. Ieri l’Istat ha pub­bli­cato i dati rela­tivi a fat­tu­rato e ordi­na­tivi dell’industria, ma anche quelli sulle ven­dite al det­ta­glio. I dati pub­bli­cati non sono però tutti defi­ni­tivi e, soprat­tutto nei con­fronti ten­den­ziali, cioè rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, non sono cor­retti per gli effetti di calen­da­rio (sono cioè grezzi), quindi non rap­pre­sen­tano, al momento, infor­ma­zioni defi­ni­tive per capire come va l’economia italiana.

(altro…)

Read Full Post »

Thomas Fazi, Il Manifesto, 23 giugno 2015

Intervista a James K. Galbraith, consigliere del ministro Varoufakis

James K. Gal­braith, figlio del grande eco­no­mi­sta John Ken­neth Gal­braith, inse­gna eco­no­mia e altre disci­pline all’università Lyn­don John­son del Texas, la stessa in cui inse­gnava Varou­fa­kis prima di essere «chia­mato alle armi» da Ale­xis Tsi­pras. Da allora ha seguito il suo col­lega ed amico molto da vicino, accom­pa­gnan­dolo anche a varie riu­nioni dell’Eurogruppo. Gli abbiamo chie­sto di farci il punto sullo stato della trat­ta­tiva Grecia-Ue, nel momento in cui que­sta entra nella sua fase più dram­ma­tica da cin­que anni a que­sta parte.

(altro…)

Read Full Post »

Dimitri Deliolanes, Il Manifesto, 21 giugno 2015

Divergenza sui 450 milioni dell’avanzo primario 2016. Difficile far saltare tutto per quella cifra

Indif­fe­rente alla nuova offen­siva con­tro il suo governo, venerdì sera Ale­xis Tsi­pras ha lan­ciato il suo mes­sag­gio durante la con­fe­renza eco­no­mica orga­niz­zata da Putin a San Pie­tro­grado: «Siamo in mezzo alla tem­pe­sta. Ma ci siamo abi­tuati, siamo un popolo di navi­ga­tori. Il popolo greco sa navi­gare in mari sco­no­sciuti e tro­vare nuovi porti sicuri».

(altro…)

Read Full Post »

Paul Krugman, Nuovo Illuminismo

Paul Krugman

Paul Krugman sul New York Times, con ancora fresca la notizia della vittoria di Podemos nelle maggiori città spagnole, torna brevemente sul tema della Grecia e della sua possibile uscita dalla moneta unica. La grande paura dell’ormai screditato establishment europeo, ragiona il premio Nobel, non è che la Grecia fallisca, ma che possa riprendersi a seguito dell’uscita dall’euro, diventando così un esempio per tutti gli altri.

C’è appena stato un altro terremoto elettorale nell’eurozona: i candidati spagnoli di Podemos hanno vinto le elezioni locali a Madrid e a Barcellona. Io spero che l’IFKAT — cioè l’insieme delle istituzioni finora chiamate “Troika” — facciano bene attenzione.

(altro…)

Read Full Post »

Older Posts »