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Archive for 25 luglio 2015

Francesco Martone, Sbilanciamoci.info, 23 luglio 2015

Il Rapporto Lange, votato dall’Europarlamento, crea uno stato di eccezione che può essere di volta in volta invocato dalle imprese per far valere i propri diritti rispetto a normative ritenute pregiudizievoli

Nel giorno del processo a Tsipras l’Europarlamento ha votato il Rapporto Lange. Così l’Europa della cittadinanza cede il passo all’austerity, all’ordoliberismo e agli interessi dei mercati.

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Gianni Ferrara, Il Manifesto, 26 luglio 2015

Non appare per nulla frut­tuoso un dibat­tito sulla Gre­xit di Schau­ble o di quella di Varou­fa­kis. Sarebbe comun­que deviante o ridut­tivo del pro­blema reale dell’Europa reale. Nel mondo eco­no­mi­ca­mente glo­ba­liz­zato le entità sog­get­tive sta­tali o inter­sta­tali, se non hanno dimen­sione con­ti­nen­tale o almeno sub-continentale (Bra­sile, India, Rus­sia) risul­te­ranno sem­pre subal­terne o soffocate.

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Rita Di Leo, Il Manifesto, 25 luglio 2015

Da dove comin­ciare per capire lo stato delle cose di oggi, tor­nate nel tempo di ieri? E quale chiave sce­gliere per capire? Le guerre di reli­gione del sei­cento euro­peo, non più tra pro­te­stanti e cat­to­lici, ma tra sun­niti e sciiti? La poli­tica di potenza tra Ame­rica e Paesi Arabi, tra Ame­rica e Rus­sia, tra la Ger­ma­nia e gli stati-nazione dell’Unione Euro­pea, non ancora vassalli?

Oppure la chiave è nel pri­mato dell’economia che ha fal­lito nella sua pro­pen­sione a gover­nare senza la poli­tica? Il potere senza poli­tica perde pre­sto legit­ti­mità. La per­dita di legit­ti­mità porta con sé la caduta della lega­lità e torna la forza come stru­mento per il con­trollo degli uomini. La poli­tica di potenza, al momento in così buona salute, testi­mo­nia quanto fra­gile è il potere delle élite finan­zia­rie. È un potere in grado di subire attac­chi che sono impre­vi­sti per­sino dai più geniali arti­sti degli algo­ritmi, gli attuali con­si­glieri delle élite. Sono colpi che aprono sce­nari di guerra. Guerre di indi­pen­denza, guerre di classe, guerriglie.

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Centro Europa Ricerche, 24 luglio 2015 (dal sito formiche.net)

La Germania ha un forte incentivo a conservare condizioni di instabilità nell’area della moneta unica. È questo il vero azzardo morale che sta esacerbando la crisi nell’eurozona, rendendola l’area a minor crescita del pianeta e accentuando la divergenza economica tra i paesi che ne fanno parte, con effetti potenzialmente dirompenti sulla stessa tenuta dell’area valutaria. L’ultimo rapporto del Cer (Centro Europa Ricerche) intitolato “Favoletta morale o calcolo economico?

Si può dire che, pur tra molti distinguo e con alcune eccezioni, l’interpretazione prevalente sul caso greco sia quella basata sulla contrapposizione fra la formica e la cicala. Non poche volte è risuonato, inoltre, il richiamo all’etica del capitalismo di Max Weber, che molti di noi hanno imparato a conoscere negli anni del liceo. Come stupirsi, allora, che una popolazione educata da generazioni al rispetto assoluto delle regole abbia alla fine avuto il suo scatto di orgoglio? Che sia quindi giunta a riconoscersi unanimemente nell’opzione Grexit, alla fine prospettata da un esasperato ministro Schäuble? Nell’auspicio più generale che la lezione alla Grecia sia d’insegnamento per l’opinione pubblica europea.

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Alfonso Gianni, Il Manifesto, 18 luglio 2015

La vicenda greca sta determinando un riposizionamento delle forze politiche in Europa e una ridisegno del loro punto di vista strategico – per chi ce l’ha naturalmente – che è degno di una qualche riflessione. Anche se purtroppo tutt’altro che ottimistica.

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Il duro atto d’accusa del grande filosofo alla cancelliera e al ministro Schäuble: “In una notte sola si sono giocati tutto il capitale politico che la migliore Germania si era costruita nel corso degli ultimi cinquant’anni. La Merkel ha ridotto la Grecia a un protettorato. Non c’è più equilibrio tra politica e mercato. I tecnocrati hanno esautorato la democrazia”.

Philip Olterman, Repubblica, 18 luglio 2015

Jürgen Habermas

Jürgen Habermas, una delle personalità intellettuali più rappresentative che sia siano spese sul tema dell’integrazione europea, ha lanciato un veemente attacco alla cancelliera tedesca Angela Merkel, accusandola di essersi giocata, con la linea dura tenta nei confronti della Grecia, tutti gli sforzi compiuti dalle precedenti generazioni tedesche per ricostruire la reputazione della Germania nel dopoguerra. Parlando dell’accordo raggiunto lunedì scorso con Atene, il filosofo e sociologo afferma che la cancelliera ha in effetti compiuto un «atto di punizione» contro il governo di sinistra guidato da Alexis Tsipras.

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