Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for novembre 2015

Credo sia impossibile non concordare con la posizione espressa da questo o questi studenti. Un punto di vista forse un po’ limitato, ma che fa riflettere, dato che, in fin dei conti, la storia non è altro che un succedersi di guerre intervallate da periodi di tregua più o meno lunga.

Annunci

Read Full Post »

Esattamente 151 anni fa, il 29 novembre 1864, si svolse uno dei peggiori massacri nella storia della conquista coloniale dell’America del Nord. Forse non per il numero di morti e feriti, ma per le modalità, particolarmente brutali con cui si svolge: una strage di donne, anziani e bambini pianificato fin nei minimi dettagli.

Sto parlando dell’assalto, da parte dell’esercito degli Stati Uniti all’accampamento di Cheyenne e Arapaho nei pressi del fiume Sand Creek. Un fatto storico che ha ispirato romanzieri (fra cui Salgari, Sulle frontiere del Far West), musicisti (ad esempio Fabrizio de André) e cineasti.

Quello degli indiani d’america fu probabilmente il più spietato sterminio della storia. Un intero popolo, milioni di individui pacifici che vivevano in perfetta simbiosi con il loro ambiente, furono uccisi con diversi mezzi, fra cui la guerra batteriologica, all’unico scopo di impossessarsi delle loro terre e delle risorse in esse contenute. A questo proposito, recentemente, ho deciso di avviare un progetto su Internet, in modo da divulgare il più possibile la storia dei pellerossa, le loro tradizioni e la loro filosofia di vita. Questo progetto, ancora agli albori, si chiama america[N]atives.

(altro…)

Read Full Post »

di Dilar Dirik, attivista curda e dottoranda all’università di Cambridge.
FonteAl di là del buco, 28 novembre 2015

La sua ricerca è incentrata sul Kurdistan e il movimento delle donne curde

(Titolo come apparso nel blog dell’autrice: The Women’s Revolution in Rojava: Defeating Fascism by Constructing an Alternative Society, dal capitolo “A Small Key Can Open A Large Door: The Rojava Revolution” in Strangers in a Tangled Wilderness, Marzo 2015, Combustion Books. Traduzione di Eugenia)

(altro…)

Read Full Post »

Nafeez Ahmed, Oneuro, 28 novembre 2015

«Sosteniamo gli sforzi della Turchia nel difendere la propria sicurezza nazionale e combattere il terrorismo. La Francia e la Turchia sono dalla stessa parte nell’ambito della coalizione internazionale contro il gruppo terroristico ISIS». Dichiarazione del ministro degli Esteri francese, luglio 2015.

Come l’11 settembre 2001, anche il massacro del 13 novembre 2015 verrà ricordato come un momento di svolta nella storia mondiale.

(altro…)

Read Full Post »

Oggi, Il Fatto QuotidianoPapa Francesco, il vescovo ciellino di Ferrara: “Bergoglio deve fare la fine dell’altro Pontefice”») ha pubblicato un’inquietante articolo su alcune dichiarazioni che riguardano un alto prelato. In sostanza, la campagna di moralizzazione che Bergoglio sta conducendo sembra dare fastidio a qualcuno. E io me ne compiaccio molto.

Con questo non voglio dire che diventerò un assiduo frequentatore delle chiese, ma solo che inizierò a seguire con maggiore attenzione le mosse del Papa e a sostenere, da lontano e silenziosamente, il suo sforzo per umanizzare e avvicinare ai poveri la Chiesa.

(altro…)

Read Full Post »

TGCom24, 17 novembre 2015

Sono 32.658 le persone morte nel 2014 per terrorismo, l’80% in più rispetto al 2013. È quanto emerge dal Global Terrorism Index, rapporto annuale curato dall’università del Maryland, negli Usa. Il 51% delle vittime è stato causato da Boko Haram (6.644 morti, il 77% dei quali civili) e dall’Isis (6.073, il 44% civili). Circa otto morti ogni dieci sono stati registrati tra Afghanistan, Iraq, Nigeria, Pakistan e Siria.

(altro…)

Read Full Post »

Alessandro Dal Lago, Il Manifesto, 25 novembre 2015

F. Dubois, La notte di San Bartolomeo

Sun Tzu, stratega cinese, vissuto tra il VI o V secolo avanti Cristo, sosteneva che la guerra è l’ultima risorsa di uno statista e la battaglia l’ultima risorsa di un comandante. Queste parole tornano alla mente quando si pensa al crescendo di appelli alle armi che risuonano a Parigi, a Bruxelles come a Londra. Quello che si vuole da tante parti non è neanche più uno scontro di civiltà alla Huntington.

È una guerra di religione, contro l’Isis o Daesh, ma anche contro l’Islam, contro gli immigrati, contro tutti i fantasmi o gli incubi che assillano un’Europa impaurita e paranoica.

Certo, gli accenti sono diversi. Si va dai fanatici dei diritti umani, nostalgici della guerra lampo del Kosovo, a quelli che vedono nell’Islam una volontà millenaria di rivalsa contro l’occidente cristiano, agli opinionisti “ragionevoli” che esigono dai musulmani che “escano allo scoperto” e “si pronuncino contro il terrorismo”, ai simpatizzanti di Netanyahu, che mettono nello stesso sacco Isis e resistenza palestinese, ecc.. Ma l’idea di fondo è che si faccia una bella coalizione di tutti contro l’Isis, che lo si polverizzi, magari insieme ai civili di Raqqa tra cui si nasconde, e poi… E poi?

(altro…)

Read Full Post »

Piero De Sanctis, Centro Gramsci di Educazione

Con il genio la natura resta in eterna unione:
ciò che l’uno promette, l’altra certamente mantiene.
Schiller

Sono trascorsi cento anni da quando Einstein presentò il 25 novembre 1915 all’Accademia prussiana delle Scienze Le equazioni di campo della gravitazione. Una Memoria che presentava la struttura completa della teoria della relatività generale e alla quale aveva lavorato già dal 1907.

L’intento era quello di costruire una teoria della gravitazione che approfondisse quella di Newton e fosse compatibile con la relatività ristretta del 1905. In effetti tra la teoria della relatività ristretta del 1905e quella generale del 1915, sorsero inizialmente contraddizioni poiché, mentre la prima assume come postulato base la velocità della luce costante, la seconda dice che un campo gravitazionale flette i raggi di luce rallentandoli. Furono necessari dieci anni di duro lavoro per superare queste contraddizioni, anni di ispirate e ingrate fatiche a proposito delle quali Einstein disse: « Alla luce della conoscenza ottenuta, il felice conseguimento sembra quasi una cosa del tutto naturale, e ogni studente intelligente può capirlo senza troppa fatica. Ma gli anni di ansiose ricerche nelle tenebre, con le loro intense aspirazioni, l’alternarsi della fiducia e della stanchezza, e l’emergere ultimo alla luce…soltanto coloro che hanno fatto essi stessi l’esperienza possono capirla.». Alcuni anni prima, infatti, Einstein si trovava prigioniero entro l’intricato labirinto delle equazioni gravitazionali di cui non aveva ancora trovato il filo conduttore giusto, e aveva lanciato il grido di aiuto all’amico matematico «Grossann, aiutami o io divento matto».

(altro…)

Read Full Post »

Marco Bascetta, Il Manifesto, 24 novembre 2015

In guerra, ma senza sapere come combatterla

Muoviamo da una ipotesi non nuova e piuttosto diffusa: Daesh è uno stato e non lo è. Potremmo definirlo un centro di irradiazione, piuttosto o, per così dire, una Mecca ideologico-militare del Jihad. Lo stato islamico interpreta a suo modo, e cioè in una forma violenta e totalitaria, la vocazione antinazionalista dell’Islam, quella che si rivolge alla comunità dei credenti aldilà da qualsiasi frontiera nazionale. Per questa ragione il suo insediamento a macchia di leopardo, dal Medio oriente all’Africa settentrionale e sub sahariana, fino alle periferie delle grandi metropoli europee non costituisce una debolezza, ma una forza.

(altro…)

Read Full Post »

Antonio Sciotto, Il Manifesto, 22 novembre 2015

Il segretario Fiom con le tute blu a Roma per il contratto e contro la legge di Stabilità. Tanti immigrati: «No alle guerre e al terrorismo». «Cgil, Cisl e Uil organizzino una grande mobilitazione sulle pensioni». L’anno prossimo il referendum per abrogare il Jobs Act. Sintonia con Susanna Camusso

«Noi non ci fermiamo e andremo avanti». Maurizio Landini conclude così il comizio più breve della sua storia di sindacalista, la pioggia è troppo forte e Piazza del Popolo rischia di svuotarsi. La frase è riferita a Matteo Renzi: parla del referendum contro il Jobs Act che la Fiom, insieme alla Cgil, prepara per il prossimo anno. Parla delle pensioni, con la proposta di una «grande mobilitazione che Cgil, Cisl e Uil devono organizzare dopo gli errori del passato». Ma c’è l’acqua che inzuppa vestiti e cappucci. La testa degli italiani — anche delle tute blu — è ferma a quelle immagini di Parigi, c’è la paura di un attacco terroristico e la voglia di reagire. C’è un 10% di manifestanti che a Roma non ci è venuto, nonostante gli oltre 230 pullman organizzati da tutta Italia, perché è difficile continuare a comportarsi come fino a dieci giorni fa.

(altro…)

Read Full Post »

In principio la Terra era tutta sbagliata,
renderla più abitabile fu una bella faticata.
Per passare i fiumi non c’erano i ponti.
Non c’erano sentieri per salire sui monti.
Ti volevi sedere?
Neanche l’ombra di un panchetto.
Cascavi dal sonno? Non esisteva il letto.
Per non pungerti i piedi, nè scarpe, nè stivali.
Se ci vedevi poco non trovavi gli occhiali.
Per fare una partita non c’erano palloni:
mancava la pentola e il fuoco
per cuocere i maccheroni,
anzi a guardare bene mancava anche la pasta.
Non c’era nulla di niente.
Zero via zero, e basta.
C’erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare,
e agli errori più grossi si potè rimediare.
Da correggere, però, ne restano ancora tanti:
rimboccatevi le maniche, c’è lavoro per tutti quanti!

Read Full Post »

Dopo i tremendi attacchi terroristici di Isis nel cuore di Parigi, da tutti i governi si è levata una voce unanime: occorre rompere ogni legame economico con il cosiddetto “stato islamico”. Da dove Isis ricavi le enormi somme di denaro di cui dimostra di potersi avvalere è il ritornello di ogni dibattito o analisi. Si finanzia con il petrolio? Certo, ma, essendo l’acquisto di petrolio un processo industriale, occorre che qualcuno lo compri, e non lo farà portandosi una tanica alla volta sopra un carretto. Si finanzia con il contrabbando? Certo, ma, sebbene ad un livello di complessità industriale minore, vale lo stesso ragionamento del petrolio.

Forse occorre risalire la corrente e porsi alcune domande. E’ da tempo noto il legame di Isis con le petromonarchie del Golfo: Arabia Saudita, Qatar, Kuwait. Naturalmente, questo non significa che ci siano le prove che questi Stati finanzino in quanto tali l’estremismo jahdista, ma senz’altro richiede un approfondimento sull’enorme massa di investimenti che questi paesi hanno da tempo avviato in Europa.

(altro…)

Read Full Post »

Etienne Balibar, Il Manifesto, 17 novembre 2015

Bisogna rimettere la pace, e non la vittoria, al centro della nostra agenda politica

Sì, siamo in guerra. O meglio, siamo ormai tutti dentro la guerra. Colpiamo e ci colpiscono. Dopo altri, e purtroppo prevedibilmente prima di altri, paghiamo il prezzo e portiamo il lutto. Ogni persona morta, certo, è insostituibile. Ma di quale guerra si tratta?

(altro…)

Read Full Post »

Donne combattenti di Kobane

Come aquile sono le donne combattenti.
Dalle montagne calano la loro giovinezza nelle valli occupate,
nelle città distrutte,
nelle mulattiere della salvezza.
E sparano. Sono Kurde, sono Turche, sono Partigiane.
Sono l’onore delle donne del mondo.

Read Full Post »

Riporto il testo integrale del discorso – nella traduzione di Anna Bissanti che ho ricevuto via mail senza, purtroppo, citazione della fonte – tenuto da François Hollande al Parlamento riunito a Versailles il 17 novembre 2015. Ciò che stupisce, e preoccupa, è l’uso ripetuto della parola “guerra”. In questo caso, almeno, si è utilizzato il termine corretto, senza ricorrere a insulsi giri di parole.

Molti siti web riportano questo discorso, ma questa versione mi sembra la più precisa e chiara. Su tutti i quotidiani online ci sono articoli di commento e cronaca che, da diversi punti di vista, ne analizzano i contenuti.

(altro…)

Read Full Post »

Antonio Gramsci

Il compagno Bordiga si offende perché è stato scritto che nella sua concezione c’è molto massimalismo. Non è vero, e non può essere vero – scrive Bordiga -. Infatti il tratto più distintivo dell’estrema sinistra è l’avversione per il Partito massimalista, che ci fa schifo, ci fa vomitare, ecc. ecc.

La quistione però è un’altra. Il massimalismo è una concezione fatalistica e meccanica della dottrina di Marx. C’è il Partito massimalista che da questa concezione falsificata trae argomento per il suo opportunismo, per giustificare il suo collaborazionismo larvato da frasi rivoluzionarie. Bandiera rossa trionferà perché è fatale e ineluttabile che il proletariato debba vincere; l’ha detto Marx, che è il nostro dolce e mite maestro! E’ inutile che ci muoviamo; a che pro muoversi e lottare se la vittoria è fatale e ineluttabile? Così parla un massimalista del Partito massimalista.

(altro…)

Read Full Post »

Fulvio Scaglione, Famiglia Cristiana, 15 novembre 2015

Da anni, ormai, si sa che cosa bisogna fare per fermare l’Isis e i suoi complici. Ma non abbiamo fatto nulla, e sono arrivate, oltre alle stragi in Siria e Iraq, anche quelle dell’aereo russo, del mercato di Beirut e di Parigi. La nostra specialità: pontificare sui giornali

È inevitabile, ma non per questo meno insopportabile, che dopo tragedie come quella di Parigi si sollevi una nuvola di facili sentenze destinate, in genere, a essere smentite dopo pochi giorni, se non ore, e utili soprattutto a confondere le idee ai lettori. E’ la nebbia di cui approfittano i politicanti da quattro soldi, i loro fiancheggiatori nei giornali, gli sciocchi che intasano i social network. Con i corpi dei morti ancora caldi, tutti sanno già tutto: anche se gli stessi inquirenti francesi ancora non si pronunciano, visto che l’unico dei terroristi finora identificato, Omar Ismail Mostefai, 29 anni, francese, è stato “riconosciuto” dall’impronta presa da un dito, l’unica parte del corpo rimasta intatta dopo l’esplosione della cintura da kamikaze che indossava.

(altro…)

Read Full Post »

Thomas Fazi, sbilanciamoci.info, 9 novembre 2015

Siamo sostanzialmente di fronte ad un modesto rallentamento nel percorso di riduzione del deficit, ma secondo il governo si tratta di una manovra inequivocabilmente “espansiva”

Molto si è detto sulla legge di stabilità finanziaria 2015. Secondo il governo – e gran parte dei media – si tratta di una manovra «inequivocabilmente espansiva»; secondo i critici, non si può parlare di una manovra espansiva – la legge di stabilità prevede per il 2016 una riduzione del deficit dello 0,4 per cento, dal 2,6 per cento di quest’anno al 2,2 per cento – ma solo di una manovra meno restrittiva del previsto, che è una cosa ben diversa. La Nota di Aggiornamento al DEF del 19 settembre, infatti, prevede una riduzione del deficit inferiore a quella che si determinerebbe in assenza di interventi discrezionali (e alla manovra prevista nella bozza della legge di stabilità, pubblicata ad aprile).

Siamo sostanzialmente di fronte ad un modesto rallentamento nel percorso di riduzione del deficit, nulla di più; la Nota di Aggiornamento, infatti, parla di una «maggiore gradualità del consolidamento di bilancio». Il pareggio di bilancio, inoltre, viene spostato al 2018, un anno in più rispetto a quanto concordato in precedenza. Tanto basta al governo per definire la manovra «espansiva». «Ma è uno strano modo di ragionare», scrive Ruggero Paladini, giacché da che mondo è mondo il “segno” di una manovra si ottiene confrontando il deficit previsto per l’anno prossimo con quello dell’anno corrente. E visto che il deficit scende – e il saldo primario aumenta – la manovra non può che essere definita «restrittiva». Chi ha ragione, Paladini – e le altre voci critiche – o il governo?

(altro…)

Read Full Post »

Come ci ricorda Lucia Annunziata nel suo blog sull’Huffington Post, la decisione di Parigi di chiudere le frontiere è una “fragile confessione di impotenza”. Aggiungerei anche patetica e inutile.

Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di nascondere lo sporco sotto il tappeto, perché gli attentati di Parigi (anzi, le azioni di guerra di Parigi) sono il frutto di azioni che sono state compiute nel recente passato in maniera fortemente irresponsabile, perché non si è voluto tenere conto delle possibili conseguenze. Quando ci si arroga il diritto di bombardare interi paesi si deve mettere in conto che, prima o poi, si scatenerà una reazione. E non sempre (quasi mai) questa reazione sarà gradita.

(altro…)

Read Full Post »

Lutto a ParigiI terribili fatti che sono successi ieri a Parigi sono, per me, di difficile interpretazione.

Chi ne trae giovamento? Di sicuro non la causa dei popoli mussulmani, che si vedranno ulteriormente limitare i più elementari diritti nei paesi dell’Occidente. Le destre islamofobe sono già scatenate e tutti i media ne riportano le dichiarazioni. Di sicuro non la causa dei migranti, che vedranno ulteriormente ristretti gli spazi per la loro fuga dalle guerre, dalle carestie e dalle epidemie. Nemmeno lo stesso Stato Islamico dovrebbe trarre giovamento alcuno, dato che probabilmente questo fatto si tradurrà in un ulteriore sforzo bellico per annientarli.

(altro…)

Read Full Post »

Older Posts »