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Archive for marzo 2016

Angela Mauro, Huffington Post, 21 marzo 2016

“L’accordo con la Turchia è uno scandalo” e sull’emergenza migranti Tsipras “ha il mio appoggio al cento per cento”. E’ l’Europa che ormai è diventata terra di “Macbeth”, aggiunge “crimine al crimine”, si vuole “trasformare la Grecia in una terra di nessuno” e su questo dovremmo essere tutti insieme: “Io, Tsipras, i socialisti o anche la Cdu…”. E’ un inedito Yanis Varoufakis quello che ci parla seduto ai tavolini di un bar dell’Esquilino. Solita giacca scura con risvolto rosso al collo, jeans, insomma solito look tanto rock e poco formale dei summit europei, l’ex ministro greco è a Roma per la presentazione italiana del suo nuovo movimento, ‘Diem25’ (mercoledì all’Acquario Romano). Con lui la moglie Danae Stratou, Lorenzo Marsili di European Alternatives e gli altri “compagni” che lo stanno aiutando a organizzare l’evento italiano. E poi anche Fausto Bertinotti, che arriva per un saluto del tutto personale, uno dei tanti incontri romani di Varoufakis alle prese con la sua rete italiana.

Yanis Varoufakis

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Luciana Castellina, Il Manifesto, 22 marzo 2016

Tre giorni ad Atene in un convegno assai poco accademico. Un lungo week-end, per un incontro tra partiti e forze sindacali. E l’Europa a capotavola

È quasi impossibile dar conto di un convegno durato tre giorni (sei sessioni, due eventi pubblici, decine di relatori). Un centinaio di partecipanti, un terzo stranieri, promosso da Syriza, dal Partito della sinistra europea, da Transform e dalla «Fondazione Pulanzas»: «Alleanza contro l’austerità e per la democrazia in Europa». Non i soliti esperti delle oscure cose europee, o, almeno, non solo, anche non pochi accademici e però poco accademici.

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Se n’è andato un altro dei grandi del rock degli anni Settanta. Come ha scritto qualcuno su Facebook: “Lassù stanno iniziando a divertirsi parecchio” e ora, a quella band incredibile, si è aggiunto un grande virtuoso dei tasti bianchi e neri.

Per ricordarlo, voglio proporre questa improvvisazione pianistica.

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Oggi, la cantautrice americana Joan Baez compie settantacinque anni. Icona della musica di protesta degli anni Sessanta, ha iniziato la sua lunghissima carriera nel 1958, a diciassette anni, al famoso Club 47 di Boston. Famose le sue collaborazioni, in particolare con Bob Dylan.

Non credo possa essere scelta una sola canzone per rappresentarla e così, visto che la sua canzone forse più famosa e sicuramente più evocativa, Where have all the flowers gone, l’avevo già proposta nella doppia versione di Pete Seeger e della stessa Baez, propongo l’ascolto di questa registrazione di un concerto del 1965:

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Primo Levi

Abbi pazienza, mia donna affaticata,
Abbi pazienza per le cose del mondo,
Per i tuoi compagni di viaggio, me compreso,
Dal momento che ti sono toccato in sorte.
Accetta, dopo tanti anni, pochi versi scorbutici
Per questo tuo compleanno rotondo.
Abbi pazienza, mia donna impaziente,
Tu macinata, macerata, scorticata,
Che tu stessa ti scortichi un poco ogni giorno
Perchè la carne nuda ti faccia più male.
Non è più tempo di vivere soli.
Accetta, per favore, questi 14 versi,
Sono il mio modo ispido di dirti cara,
E che non starei al mondo senza te.

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Paolo Ciofi, 3 marzo 2016

Altiero Spinelli, confinato a Ponza nel giorno del suo trentunesimo compleanno

Le scoperte di Scalfari – è cosa nota – hanno sempre una caratteristica tipicamente scalfariana: devono comunque fare colpo. In altre parole, o sono epocali o non sono. Anche di recente il padre fondatore della libera stampa, cioè di Repubblica, l’ha fatta grossa. Ha scoperto, niente po’ po’ di meno, che Renzi avrebbe impugnato «la bandiera europea di Spinelli». Roba da fare invidia a Cristoforo Colombo, ma di cui il combattente per l’«Europa libera e unita» certamente non sarebbe orgoglioso.

Fino a domenica 28 febbraio 2016 il fondatore credeva «che Renzi fosse andato inutilmente a Ventotene», e adesso «invece – sono parole sue – il messaggio contenuto nel Manifesto firmato da Spinelli, Rossi e Colorni è stato, almeno così sembra, fatto proprio da Renzi». Ma è davvero così? Sembra, o è il contrario di quel che sembra? Analizziamo i fatti.

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