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Posts Tagged ‘Catalogna’

Marco Bascetta, Il Manifesto, 19 gennaio 2016

L’indipendentismo ha assunto i tratti dell’autodeterminazione dei popoli o, all’opposto, quelli xenofobi e populisti. Ma viene altresì declinato, nella prospettiva dell’autogoverno delle risorse, come mezzo per rilanciare il welfare state e per definire in senso democratico i rapporti tra stati a livello europeo

Nel più prossimo futuro dell’Unione europea, la questione delle autonomie, o delle indipendenze, sembra destinata a occupare una posizione centrale e decisamente complicata. Nel senso che non riguarderà più solamente il rapporto tra le regioni che rivendicano l’autonomia e lo stato nazionale da cui aspirano a separarsi, ma porrà problemi politici di carattere generale tali da investire l’assetto stesso dell’Unione. La quale, nei suoi trattati e nelle sue politiche, ha completamente eluso la questione, adottando implicitamente quella posizione che nel diritto internazionale è raccomandata come principio di «non ingerenza». Insomma, soprattutto dopo l’esito delle elezioni catalane e spagnole, le indipendenze non potranno più restare affare esclusivo dei catalani, dei baschi, degli scozzesi o dei corsi, ma lo diventano di tutti gli europei e dell’idea di democrazia che vorranno affermare.

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I miei doveri di candidato alla presidenza del mio Paese non mi consentono di mantenere il livello di lavoro e di coinvolgimento nelle attività del Parlamento.

Pablo Iglesias Turrión

Con queste parole, Pablo Iglesias ha presentato le dimissioni da parlamentare europeo. Podemos non gode di buona salute, avendo subito un graduale calo nei sondaggi. Negli ultimi mesi è stato superato da Ciudadanos che incanala parte della protesta ma appare meno di rottura rispetto alla coalizione che recentemente ha trionfato a Barcellona e Madrid (qualcuno per esemplificare, o semplificare?, parla di “Podemos moderato”).

Ovviamente, i problemi del movimento guidato da Iglesias sono più gravi di quanto asetticamente rilevato nei sondaggi. Vi coesistono, infatti, due anime, una più radicata a sinistra, l’altra che si può definire post-ideologica che non possono e forse non vogliono andare d’accordo. Probabilmente, seppure a livello non razionale, questa contraddizione interna viene percepita dall’elettorato. Il compito di Iglesias, a questo punto, sembra dover essere quello di ricompattare il partito e fare sintesi fra le due posizioni. Inoltre, l’erosione dei consensi da parte di Ciudadanos va attribuita, almeno in parte, anche all’abilità del suo presidente Rivera, anche se un recente confronto televisivo (seguito da oltre cinque milioni di telespettatori) che li ha visti contrapposti alla fine ha premiato il candidato di Podemos alla presidenza. (altro…)

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Luciana Castellina, Il Manifesto, 29 settembre 2015

Quando chi viene a man­care ha più di cent’anni all’evento si è pre­pa­rati, e dun­que il dolore dovrebbe essere minore. E invece non è così, per­ché pro­prio la loro lunga vita ci ha finito per abi­tuare all’idea irreale che si tratti di esseri umani dotati di eter­nità. Pie­tro Ingrao, per di più, è stato così larga parte della vita di tan­tis­simi di noi che è dif­fi­cile per­sino pen­sare alla sua morte senza pen­sare alla pro­pria. (E sono certa non solo per quelli di noi già quasi altret­tanto vecchi).

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