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Posts Tagged ‘Gianni Rodari’

S’io fossi un fornaio
Vorrei cuocere un pane
Così grande da sfamare
Tutta, tutta la gente
Che non ha da mangiare
Un pane più grande del sole
Dorato profumato
Come le viole
Un pane così
Verrebbero a mangiarlo
Dall’India e dal Chilì
I poveri, i bambini
i vecchietti e gli uccellini
Sarà una data da studiare a memoria:
un giorno senza fame!
Il più bel giorno di tutta la storia.

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Un punto piccoletto
superbioso e iracondo,
“Dopo di me – gridava –
verrà la fine del mondo!”

Le parole protestarono:
“Ma che grilli ha pel capo?
Si crede un Punto-e-basta,
e non è che un Punto-a-capo”.

Tutto solo a mezza pagina
lo piantarono in asso,
e il mondo continuò
una riga più in basso.

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In principio la Terra era tutta sbagliata,
renderla più abitabile fu una bella faticata.
Per passare i fiumi non c’erano i ponti.
Non c’erano sentieri per salire sui monti.
Ti volevi sedere?
Neanche l’ombra di un panchetto.
Cascavi dal sonno? Non esisteva il letto.
Per non pungerti i piedi, nè scarpe, nè stivali.
Se ci vedevi poco non trovavi gli occhiali.
Per fare una partita non c’erano palloni:
mancava la pentola e il fuoco
per cuocere i maccheroni,
anzi a guardare bene mancava anche la pasta.
Non c’era nulla di niente.
Zero via zero, e basta.
C’erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare,
e agli errori più grossi si potè rimediare.
Da correggere, però, ne restano ancora tanti:
rimboccatevi le maniche, c’è lavoro per tutti quanti!

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Dopo la pioggia viene il sereno,
brilla in cielo l’arcobaleno:
è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.
è bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede – questo è il male –
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta,
questa si che sarebbe una festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.

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Cipollino e il Cavalier Pomodoro, due personaggi di Gianni Rodari, in un francobollo russo del 1992

Gianni Rodari (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980) è stato uno scrittore e poeta, notissimo per la sua attività di narratore per l’infanzia. Non tutti sanno però che Rodari, subito dopo la guerra, si iscrisse al Partito comunista ed ebbe una intensa attività come giornalista militante. Subito dopo la guerra venne incaricato della direzione dell’Ordine Nuovo e, a partire dal 1947 iniziò a collaborare all’Unità, dove entra come cronista e poi diviene capo cronista e inviato speciale. È in questo periodo che inizia a scrivere racconti per bambini, e il Partito lo chiama a Roma per dirigere Il Pioniere.

A partire dal 1952 ebbe modo di visitare spesso l’Unione Sovietica e, proprio al termine di uno di quei viaggi, nel 1979, inizierà ad accusare i primi problemi circolatori che lo porteranno l’anno dopo alla morte.

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