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Posts Tagged ‘Giuseppe Ungaretti’

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
nessuna croce manca

È il mio cuore
il paese più straziato

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Di che reggimento siete
fratelli?

Parola tremante
nella notte

Foglia appena nata

Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità

Fratelli

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Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrigata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore

Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita

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Morire come le allodole assetate
sul miraggio

O come la quaglia
passato il mare
nei primi cespugli
perché di volare
non ha più voglia

Ma non vivere di lamento
come un cardellino accecato

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Qui
vivono per sempre
gli occhi che furono chiusi alla luce
perché tutti
li avessero aperti
per sempre
alla luce.

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IL 23 maggio 1915 l’Italia dichiarava guerra all’Austria-Ungheria ed entrava come paese combattente in quello che fino ad allora era stato un conflitto su scala continentale, ma che presto avrebbe coinvolto paesi di tutto il mondo: la Prima guerra mondiale o Grande guerra. Il 24 maggio avrebbero avuto inizio i combattimenti sul fronte italiano orientale e si sarebbe annoverato il primo caduto, l’alpino Riccardo Di Giusto, diciannove anni e mezzo.

Prima guerra mondiale trincea

Un soldato in trincea nel corso della Prima guerra mondiale

Inizialmente, l’Italia si limitò a rompere le relazioni diplomatiche con la Germania, alleata dell’Austria-Ungheria, ma non dichiarò guerra al Kaiser. Vi era infatti la convinzione, almeno da parte di qualcuno, che le ambizioni espansionistiche dell’Italia verso l’Adriatico fossero compatibili con l’egemonia tedesca sull’Europa continentale. Alla prova dei fatti, questa convinzione si sarebbe dimostrata errata.

Da tempo gli italiani si dividevano fra interventisti e non interventisti. Fra i primi, uno dei più accesi fu Gabriele D’Annunzio, che non perdeva occasione, con scritti e discorsi, per tentare di infiammare le folle. Per alcuni, la guerra in corso in Europa rappresentava un’estensione del Risorgimento, una sorta di Quarta guerra d’indipendenza. Per altri, rappresentava l’opportunità di una sorta di purificazione per i popoli europei. Molti, specialmente fra i socialisti, i cattolici e alcuni liberali la consideravano una sciagura.

La maggior parte della popolazione vedeva la guerra come un qualcosa di distante, qualcosa che venne imposto, più che accettato. Il contadino semianalfabeta che presto sarebbe stato chiamato alle armi, avrebbe preferito potersi dedicare alla coltivazione del proprio campo piuttosto che all’addestramento militare. Per una disamina più approfondita delle condizioni delle classi subalterne in Italia durante la Grande Guerra, rimando a:

Le classi subalterne in Italia durante La Grande Guerra

di Gianluca Seramondi (dal notevole sito InStoria – Rivista online di Storia & Infomazione).

E vi lascio con una poesia di Giuseppe Ungaretti, uno che la guerra la combatté sul serio e che la racconta con particolare intensità.

Giuseppe Ungaretti – VEGLIA
Cima Quattro il 23 dicembre 1915

Giuseppe Ungaretti soldato

Un’intera nottata
Buttato vicino

A un compagno
Massacrato
Con la bocca
Digrignata
Volta al plenilunio
Con la congestione
Delle sue mani
Penetrata
Nel mio silenzio
Ho scritto
Lettere piene d’amore

Non sono mai stato
Tanto
Attaccato alla vita.

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