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Posts Tagged ‘legge Severino’

Norma Rangeri, Il Manifesto, 2 giugno 2015

L’arroganza ren­ziana è stata punita e anche quella del suo Pd. E adesso si ria­prono i gio­chi sia all’interno della Sini­stra che nel Paese. Per­ché dopo il voto di dome­nica non è affatto scon­tato che la legi­sla­tura duri fino al 2018. E l’immagine di Renzi in tuta mime­tica men­tre visita i mili­tari in Afgha­ni­stan è per­fet­ta­mente in linea con quel che l’aspetta in Italia.

Eppure tra tutte le istan­ta­nee della lunga notte elet­to­rale, quella del ber­lu­sco­niano Toti che brinda e fuma per la vit­to­ria in Ligu­ria, inter­preta al meglio lo schiaffo preso dal pre­mier e le novità poli­ti­che pro­dotte dal voto. Fuori ogni pre­vi­sione, una vit­tima sacri­fi­cale but­tata nella mischia per la soprav­vi­venza di Forza Ita­lia vince, e diventa pre­si­dente di Regione in una delle roc­ca­forti della sini­stra tra­di­zio­nale, gra­zie ai voti deci­sivi della Lega. La Ligu­ria è una sin­tesi: da una parte la vit­to­ria del cen­tro­de­stra unito e a tra­zione sal­vi­niana, dall’altra la scon­fitta del Pd a ex voca­zione mag­gio­ri­ta­ria, per­ché non ha più la forza trai­nante del con­senso, e per­ché a sini­stra si apre un’altra, ina­spet­tata, possibilità.

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Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano, 18 gennaio 2015

Le primarie del Pd in Liguria sono valide perché i brogli scoperti riguardano “soltanto” 13 seggi e mille voti, e la Paita ha superato Cofferati di 4 mila. Dunque chissenefrega se la Commissione di garanzia sta ancora facendo accertamenti e se due Procure (tra cui una antimafia) hanno appena iniziato a indagare. L’ha detto Renzi: siccome il voto è truccato ma solo un po’, è tutto regolare, ha vinto la Burlanda, “il caso è chiuso” prim’ancora di aprirsi. E pazienza se a Napoli nel 2011 lo stesso Pd annullò le primarie per appena 3 seggi contestati: sarà l’inflazione. Ovvio che cinesi, nordafricani, ecuadoregni, alfanidi, fascisti e scajoliani sono corsi a votare spontaneamente e disinteressatamente, spinti da una irrefrenabile sintonia programmatica, mica perché li ha arruolati qualcuno. La frode e l’evasione fiscale sono brutte bestie, ma sotto il 3 % dell’imponibile diventano minuscoli errori, sviste innocenti. Ora magari escludiamo la frode per non salvare B. e lasciamo la soglia solo per l’evasione, così salviamo tutti quelli come B.. Del resto mica si può pretendere che l’Eni si accorga di evadere fino a 419 milioni l’anno, Allianz 290, Siemens 226, Enel 216, Axa 187, Unicredit 130, Intesa 105, Generali 72, Snam 48, Poste 46, Unipol 42, Luxottica 28, Mediolanum 16, Telecom 16. Con tutto quello che hanno da fare i nostri imprenditori-eroi. E, già che ci siamo, depenalizziamo pure la “dichiarazione infedele” fino a 150 mila euro (triplicando la soglia Tremonti, noto giustizialista), l’“omessa dichiarazione fraudolenta mediante artifici” fino a 30 mila euro di imposta evasa e 1, 5 milioni di imponibile sottratto al fisco o 5 % di elementi attivi indicati, e le fatture false fino a 1000 euro. Ok la lotta all’evasione, ma senza esagerare: evadere un po’ alla volta si può, anzi si deve, sennò dove li chiudiamo 11 milioni di evasori? Su con la vita, pensiamo alla salute. E il falso in bilancio? Brutto, per carità: suona proprio male. Ma un trucchetto ogni tanto fa bene alla pelle. Soglie di impunità anche lì. Quali? Inutile sforzare la fantasia, ché poi a Orlando viene l’ernia al cervello: copiamole da B., che ci aveva lavorato tanto. Buon peso: chi trucca la contabilità sotto il 5 % del risultato di esercizio o l’ 1 % del patrimonio netto non si processa più, anzi magari lo premiamo, almeno finché il falso in bilancio non diventa obbligatorio. Più sei ricco, più puoi rubare. L’importante è farlo un po’ per volta, senza dare troppo nell’occhio. Però poi – dirà qualche ingenuo – se ti beccano e ti condannano, non puoi più entrare in Parlamento. C’è la terribile Severino. Sì, ma l’accesso è vietato solo oltre i 2 anni di pena: sotto, ingresso libero. Pregiudicati, ma solo un po’: averne! Ora, fra l’altro, non saranno più neanche condannati: Orlando depenalizza 157 reati se commessi “in forma tenue”. Oltre alle specialità della casa, ci son pure gli “atti di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi”, la “fabbricazione o detenzione di materie esplodenti”, l’“istigazione alla pedofilia” e l’“occultamento di cadavere”: se un terroristello fa esplodere una bombetta tenue tenue, o un eversorino fabbrica o detiene un esplosivetto, o un pedofiluccio molesta un bimbo lievemente, non è più reato. Idem se uno paga o incassa una mazzettina, architetta una truffetta, occulta appena appena il cadavericchio di un nano. Il riscatto ai terroristi? Poco, 6 milioni nondipiù. Il favorito al Quirinale? Amato, già vice del pregiudicato latitante, ora candidato del pregiudicato ai servizi sociali. Lui però niente. È la regola di Giolitti – “un sarto che deve tagliare un abito per un gobbo deve fare la gobba anche all’abito” – elevata all’ennesima potenza. Siccome l’illegalità dilaga, combatterla è inutile: meglio legalizzarla in modica quantità, come per le droghe leggere, riabilitando le tanto vituperate demi-vièrges per le quali l’illibatezza è questione di centimetri. Nella Prima Repubblica un ministro alzò il livello lecito di atrazina nell’acqua e un altro voleva arruolare i contrabbandieri nella Guardia di Finanza. Però che strano: ci avevano detto che questa era la Terza, di Repubblica.

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