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Posts Tagged ‘partito comunista’

Andrea Fabozzi, Il Manifesto, 31 dicembre 2015

«Il premier Renzi governa come se ci fossero già l’Italicum e la nuova Costituzione. Il presidente Mattarella non distoglierà lo sguardo da questa situazione. Il bipolarismo crolla ma non c’entra il populismo. I partiti non sanno più leggere la società»

«Il populismo è una spiegazione troppo semplice. I partiti tradizionali non riescono più da tempo a leggere la società. Non è populismo, è crisi della rappresentanza». L’intervista con Stefano Rodotà comincia dal giudizio sui risultati elettorali in Francia e Spagna.

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Antonio Gramsci

Il compagno Bordiga si offende perché è stato scritto che nella sua concezione c’è molto massimalismo. Non è vero, e non può essere vero – scrive Bordiga -. Infatti il tratto più distintivo dell’estrema sinistra è l’avversione per il Partito massimalista, che ci fa schifo, ci fa vomitare, ecc. ecc.

La quistione però è un’altra. Il massimalismo è una concezione fatalistica e meccanica della dottrina di Marx. C’è il Partito massimalista che da questa concezione falsificata trae argomento per il suo opportunismo, per giustificare il suo collaborazionismo larvato da frasi rivoluzionarie. Bandiera rossa trionferà perché è fatale e ineluttabile che il proletariato debba vincere; l’ha detto Marx, che è il nostro dolce e mite maestro! E’ inutile che ci muoviamo; a che pro muoversi e lottare se la vittoria è fatale e ineluttabile? Così parla un massimalista del Partito massimalista.

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La tessera Antonio Gramsci per accedere al Cremlino

Alberto Scanzi, Il Manifesto, 12 settembre 2015

Gram­sci, come risorsa per la defi­ni­zione di un nuovo sog­getto poli­tico di sini­stra. Sem­bra che si sia final­mente giunti alla deci­sione di costi­tuire in Ita­lia un nuovo sog­getto poli­tico di Sini­stra. Provo allora ad elen­care qual­che snodo deci­sivo come con­tri­buto alla discus­sione. È impor­tante par­tire con idee chiare, supe­rando ogni sorta di per­ples­sità e atten­di­smo. In que­sto con­te­sto ci può aiu­tare la ric­chezza dell’attività gior­na­li­stica e poli­tica di Gram­sci degli anni tori­nesi. Le que­stioni affron­tate, poi, da Gram­sci nei Qua­derni, sono tante e com­plesse che riman­dano ai temi di stretta attua­lità dei giorni nostri, là dove Gram­sci descrive una classe bor­ghese che diventa casta, e per man­te­nersi tale, non esclude l’opzione della guerra. Né vanno sot­to­va­lu­tati i temi sto­rici della «teo­ria della prassi» e i nodi con­cet­tuali di «società civile», «ege­mo­nia», «rivo­lu­zione passiva».

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Maurizio Landini scenderà in politica? Con chi? In che forma? Sono tutti interrogativi che circolano in questi giorni. Personalmente, mi auguro che Landini continui a fare il sindacalista perché, se è vero che il sindacato ha una forte necessità di una sponda politica, è altrettanto vero che una sinistra politica senza la spinta costante del sindacato sarebbe una costruzione monca. Staremo a vedere.

È necessario anche segnalare che esistono altri modelli, altri tentativi di unificazione della sinistra e vedremo quale sarà quello che riuscirà a ottenere il miglior risultato. Si sta giocando una partita molto importante ma fondamentale per il futuro di questo paese.

Infine, non mi piacciono i continui riferimenti a Syriza e Podemos. Non perché non mi piacciano Syriza e Podemos, ma perché penso che siano due costruzioni politiche che si sono costituite grazie alla compresenza di svariate circostanze, probabilmente irripetibili. La Sinistra unita italiana avrà caratteristiche del tutto differenti e particolari. Ma non chiedetemi adesso quali, perché non le so.

Maurizio Landini e Stefano Rodotà

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