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Posts Tagged ‘Pete Seeger’

Oggi, la cantautrice americana Joan Baez compie settantacinque anni. Icona della musica di protesta degli anni Sessanta, ha iniziato la sua lunghissima carriera nel 1958, a diciassette anni, al famoso Club 47 di Boston. Famose le sue collaborazioni, in particolare con Bob Dylan.

Non credo possa essere scelta una sola canzone per rappresentarla e così, visto che la sua canzone forse più famosa e sicuramente più evocativa, Where have all the flowers gone, l’avevo già proposta nella doppia versione di Pete Seeger e della stessa Baez, propongo l’ascolto di questa registrazione di un concerto del 1965:

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Where have all the flowers gone

Pete Seeger in concerto nel 1986

Il testo di questa, che è tra le più celebri canzoni contro la guerra di ogni tempo, è di Pete Seeger, anche se la versione più nota è probabilmente quella cantata da Joan Baez.

Secondo la sua stessa ammissione, Seeger si ispirò ad un brano del Placido Don dello scrittore russo Michajl Šolochov (che ottenne per quest’opera il premio Nobel per la letteratura nel 1964), dove si riportavano tre versi di una canzone popolare ucraina il cui testo Seeger cercò infruttuosamente per anni. Ma conservò quei tre versi, sperando di poterli comunque usare un giorno. Cosa che, fortunatamente, avvenne dapprima in sordina in un album rimasto quasi oscuro, Rainbow Quest. Passata pressoché inosservata, fu incisa nel 1960 a loro nome dai Kingston Trio, che la “avevano sentita” ed ignoravano totalmente che la canzone fosse stata scritta e incisa da Pete Seeger quattro anni prima (credevano che fosse una canzone popolare). Fu una telefonata di Pete Seeger a risolvere la cosa…

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Un altro grande della musica che se ne va. A 94 anni si è spento Pete Seeger, grande folk singer americano.

Ha ispirato, fra gli altri Bob Dylan, Joan Baez e Bruce Springsteen (e scusate se è poco…).

Voglio ricordarlo con un brano recente, dal concerto tenuto alla presenza di Barack Obama nel 2009 con Bruce Springsteen e moltissimi altri musicisti. Il brano è This Land is My Land. Nel seguito l’articolo uscito oggi su La Repubblica.

Addio a Pete Seeger, l’uomo che ha spinto il folk nel cuore dell’America (e di Springsteen)

È morto a New York a 94 anni. Era stato uno dei principali autori della riscoperta del blues e della musica popolare americana. Attivista politico ed ecologista, negli anni Cinquanta era finito nelle liste del maccartismo

Andrea Silenzi, La Repubblica, 28 gennaio 2014

Pete Seeger, l’autore di “Turn, turn, turn” e “If I had a hammer” è morto all’età di 94 anni. Il cantautore americano, assieme a Woody Guthrie uno dei maggiori esponenti del folk americano, è deceduto in un ospedale di New York dopo una breve malattia.

Attivista politico, sostenitore dell’area più radicale della sinistra americana, era uno dei massimi autori della canzone di protesta degli anni Cinquanta e Sessanta. Dopo aver conquistato la fama assieme al gruppo The Weavers, fondato nel 1948, continuò come solista nel corso di una carriera lunga sei decenni. Ecologista, fu anche un paladino inarrestabile di tante battaglie in difesa dell’ambiente.

Pete (vero nome Peter) Seeger era nato a New York il 3 maggio del 1919, figlio del musicologo Charles Seeger, uno dei primi ricercatori nel campo della musica orientale. Cresciuto in una famiglia di artisti (anche i suoi fratelli Mike e Peggy erano musicisti e cantanti), nella seconda metà degli anni Trenta lascia l’università (aveva iniziato a studiare a Harvard) e inizia a suonare in maniera professionale abbracciando la strada del folk singer, influenzato sopratutto dal pioniere della riscoperta del blues e della musica popolare americana, Alan Lomax. Ma soprattutto, alla fine degli anni Trenta, incontra Woody Guthrie, con il quale intraprende un lungo viaggio attraverso l’America e durante il quale si confronta con l’anima più popolare della musica americana.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, Seeger partecipa alla nascita di un’organizzazione chiamata People’s Song Inc. (PSI), nata con lo scopo di diffondere le canzoni dei propri associati. Per trovare fondi, il PSI organizza spettacoli folk chiamati “hootenanny”, che diventano poi molto celebri nei primi anni 60, in coincidenza con il grande revival del folk. La costante attività politica e la sua dichiarata fede comunista causano a Seeger numerosi problemi nell’epoca del maccartismo (viene anche condannato a un anno di prigione, ma trascorre solo pochi giorni in galera) senza peraltro frenarne l’attività.

Il successo arriva con il debutto dei Weavers, nel 1949, che diventano un elemento decisivo per il fenomeno del folk revival. Le sue canzoni si trasfromano in autentici inni pacifisti, spesso ripresi da altri artisti: a parte “We shall overcome”, la vera colonna sonora delle marce per la pace per tutti gli anni 60, vanno ricordate “Where have all the flowers gone?”, portata al successo nel 1962 dal Kingston Trio, e “Turn turn turn”, che alla fine del 1965 trascina i Byrds ai primi posti delle classifiche. Rimane celebre il suo attacco al presidente Lyndon Johnson e alla sua politica militare durante il programma tv “Smothers Brothers Show” dove Seeger canta anche quella che è una delle prime canzoni contro la guerra nel Vietnam, “Waist deep in the big muddy“ (“Giù fino al collo nel grande pantano”).

Le canzoni e l’impegno di Seeger hanno esercitato una grande influenza su molti artisti, da Bob Dylan e Joan Baez fina Bruce Springsteen. Proprio il Boss, nel 2006, ha inciso l’album “We shall overcome. The Seeger sessions”, interamente dedicato alle canzoni del grande folksinger. Nel 1996, Seeger era stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, mentre nel 1997 si era aggiudicato un Grammy. Nel 2009, in occasione del suo novantesimo compleanno, il Madison Square Garden ospitò un grande concerto in suo onore cui presero parte, tra gli altri, Eddie Vedder, Dave Matthews, Ani DiFranco e Bruce Springsteen. Sempre nel 2009, Seeger partecipò al Lincoln Memorial Obama Inaugural Celebration Concert, ancora una volta insieme a Bruce Springsteen.

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