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Posts Tagged ‘profughi’

Angela Mauro, Huffington Post, 21 marzo 2016

“L’accordo con la Turchia è uno scandalo” e sull’emergenza migranti Tsipras “ha il mio appoggio al cento per cento”. E’ l’Europa che ormai è diventata terra di “Macbeth”, aggiunge “crimine al crimine”, si vuole “trasformare la Grecia in una terra di nessuno” e su questo dovremmo essere tutti insieme: “Io, Tsipras, i socialisti o anche la Cdu…”. E’ un inedito Yanis Varoufakis quello che ci parla seduto ai tavolini di un bar dell’Esquilino. Solita giacca scura con risvolto rosso al collo, jeans, insomma solito look tanto rock e poco formale dei summit europei, l’ex ministro greco è a Roma per la presentazione italiana del suo nuovo movimento, ‘Diem25’ (mercoledì all’Acquario Romano). Con lui la moglie Danae Stratou, Lorenzo Marsili di European Alternatives e gli altri “compagni” che lo stanno aiutando a organizzare l’evento italiano. E poi anche Fausto Bertinotti, che arriva per un saluto del tutto personale, uno dei tanti incontri romani di Varoufakis alle prese con la sua rete italiana.

Yanis Varoufakis

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Alessandro Dal Lago, Il Manifesto, 13 novembre 2015

Al vertice di La Valletta tra i leader europei e africani ha vinto il cinismo globale. Noi vi diamo un miliardo e ottocento milioni di euro e voi ci tenete i migranti lontani dalle coste e dai confini della Ue. Non bastano, hanno rilanciato subito i leader africani, i quali si divideranno però la mancia, anche se nessuno sa di preciso come e quando. Qualche tempo fa, Angela Merkel, che pure aveva suscitato grande scalpore e simpatia dichiarando di aprire le porte della Germania ai profughi siriani, aveva fatto una proposta simile al governo turco, il quale ha risposto più o meno picche. Qual è il senso di questo mercanteggiamento sulla pelle di centinaia di migliaia di esseri umani?

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A Onzo, in provincia di Savona, il parroco si è goduto il suo quarto d’ora di gloria dichiarando che avrebbe preferito dar fuoco alla canonica piuttosto che ospitare i clandestini. Non sono un estimatore di papa Francesco, ma, a giudicare da quello che leggo sui giornali, la posizione ufficiale della Chiesa mi sembra lievemente diversa, oserei dire un po’ più evoluta rispetto a quanto dichiarato (e poi, puntualmente, smentito, a testimonianza di estrema superficialità nel modo di rilasciare dichiarazioni pubbliche).

Dedico quindi a questo – spero ancora per poco – “pastore di anime”, questo brano, una delle prime canzoni di Francesco Guccini, resa celebre dai Nomadi, ora rivisitata in chiave rock dura da Gianna Nannini. Scritta nei primi anni Sessanta, Dio è morto è tuttora di amara attualità (così come Aushwitz e tante altre canzoni scritte dai nostri migliori cantautori storici). Voglio anche ricordare al parroco di Onzo che la prossima volta che si accingerà ad allestire il presepe nella sua chiesa metaforicamente accoglierà dei profughi clandestini in fuga dalla repressione in corso in un altro paese. E voglio anche ricordargli che, ad assecondare i luoghi comuni non si fa un buon servizio di educazione culturale alla propria comunità di riferimento.

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Cecilia Strada

In questi giorni i social network sono infestati da dichiarazioni squallidissime e sempre uguali in relazione al problema dei migranti. La più frequente è quella che invita a portarsi i profughi a casa propria (cosa che fra l’altro molti hanno fatto). Bene fa quindi Cecilia Strada a dare una risposta provocatoria e a mettere il dito sulla piaga delle inefficienze (prima di tutto culturali) del governo italiano e dell’Unione Europea. Ecco la dichiarazione postata su Facebook.

Perché non ospiti i profughi a casa tua? E perché dovrei? Vivo in una società e pago le tasse. Pago le tasse così non devo allestire una sala operatoria in cucina quando mia madre sta male. Pago le tasse e non devo costruire una scuola in ripostiglio per dare un’istruzione ai miei figli. Pago le tasse e non mi compro un’autobotte per spegnere gli incendi. E pago le tasse per aiutare chi ha bisogno.

Ospitare un profugo in casa è gentilezza, carità. Creare – con le mie tasse – un sistema di accoglienza dignitoso è giustizia. Mi piace la gentilezza, ma preferisco la giustizia.

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