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Posts Tagged ‘Rete a Sinistra’

Nel tentativo di mettere ordine alle mie idee, qualche mese fa ho aperto un nuovo sito (www.albertosoave.it), con una “NON” linea editoriale lievemente diversa rispetto alla “NON” linea editoriale che finora ho seguito qui. L’intenzione – poi bisognerà vedere se sarà capace di seguire quanto dichiarato, ma questo è un altro discorso – è quella di utilizzare il nuovo blog esclusivamente, o quasi, per articoli scritti di mio pugno, riducendo al massimo la rassegna stampa che qui stava diventando predominante.

Inoltre, sempre da qualche mese, è stato aperto, da me e da altri, il sito www.reteasinistralevantemediolevante.it. Come molti sapranno, alle scorse elezioni regionali della Liguria, quasi tutte le forze della sinistra riuscirono a presentare una lista unitaria. Il progetto, chiamato Rete a Sinistra, avviato nel 2014 prosegue, perché non voleva essere un mero cartello elettorale, bensì un laboratorio di idee con l’ambizione di radicarsi territorialmente e espandersi al di fuori della Regione. Coerentemente a questo disegno, il sito vuole essere lo strumento di comunicazione (e perché no, il catalizzatore di forze) nei due municipi genovesi: il Municipio 8 Medio Levante e il Municipio 9 Levante. Sebbene si tratti di municipi, quindi di unità territoriali “piccole”, dal punto di vista del numero di abitanti stiamo parlando di due realtà che, insieme, rappresentano 120.000 persone e una porzione di territorio piuttosto particolare, che va dal livello del mare a oltre 800 m di quota. Quartieri residenziali, grandi ospedali (San Martino e il Gaslini), buona parte delle scuole medie superiori genovesi, l’ex Ospedale Psichiatrico di Quarto, la Fiera del Mare, la stazione ferroviaria di Genova Brignole, ecc.

Non lasciatevi ingannare dal fatto che i due siti graficamente sono simili. Ho utilizzato lo stesso tema perché lo stavo sperimentando per un sito che, nel frattempo, ho sviluppato per lavoro, quello del Consiglio Nazionale della Federazione Italiana Escursionismo. In quest’ultimo, dal punto di vista del layout, il tema grafico è stato sviluppato sulla base delle indicazioni del committente. Mancano ancora alcuni dettagli (ad esempio deve essere ridisegnato il logo in intestazione), ma per tutti gli appassionati di escursionismo e di media montagna dovrebbe presto diventare il punto di riferimento sul web. O almeno, così si spera.

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Non sempre concordo con Marco Revelli, ma mi sento di sottoscrivere quasi del tutto questa sua nota di commento ai risultati delle regionali (dal sito dell’Altra Europa con Tsipras). Aggiungo di mio, per rafforzare il concetto, che l’unificazione della sinistra sta diventando l’imperativo morale del nostro tempo. Troppe sono le questioni in ballo: la difesa del lavoro, dei diritti e della sicurezza dei lavoratori; la tutela ambientale; il reddito delle famiglie e conseguentemente quello di tutti coloro che forniscono prodotti e servizi alle persone; la salute pubblica; la scuola per tutti. E mi fermo, ma l’elenco potrebbe continuare ancora a lungo.

L’unico aspetto sul quale il mio dissenso con Revelli è profondo è sul ruolo dei partiti. Forse non sono più i catalizzatori di voti del passato, forse non riescono a esprimere come un tempo la classe dirigente politica del paese, ma hanno ancora un ruolo – prezioso – per quanto riguarda la capacità organizzativa. Se i partiti sapranno ritornare in mezzo alla gente, sui territori e nel mondo del lavoro, ne sentiremo ancora parlare.

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Norma Rangeri, Il Manifesto, 2 giugno 2015

L’arroganza ren­ziana è stata punita e anche quella del suo Pd. E adesso si ria­prono i gio­chi sia all’interno della Sini­stra che nel Paese. Per­ché dopo il voto di dome­nica non è affatto scon­tato che la legi­sla­tura duri fino al 2018. E l’immagine di Renzi in tuta mime­tica men­tre visita i mili­tari in Afgha­ni­stan è per­fet­ta­mente in linea con quel che l’aspetta in Italia.

Eppure tra tutte le istan­ta­nee della lunga notte elet­to­rale, quella del ber­lu­sco­niano Toti che brinda e fuma per la vit­to­ria in Ligu­ria, inter­preta al meglio lo schiaffo preso dal pre­mier e le novità poli­ti­che pro­dotte dal voto. Fuori ogni pre­vi­sione, una vit­tima sacri­fi­cale but­tata nella mischia per la soprav­vi­venza di Forza Ita­lia vince, e diventa pre­si­dente di Regione in una delle roc­ca­forti della sini­stra tra­di­zio­nale, gra­zie ai voti deci­sivi della Lega. La Ligu­ria è una sin­tesi: da una parte la vit­to­ria del cen­tro­de­stra unito e a tra­zione sal­vi­niana, dall’altra la scon­fitta del Pd a ex voca­zione mag­gio­ri­ta­ria, per­ché non ha più la forza trai­nante del con­senso, e per­ché a sini­stra si apre un’altra, ina­spet­tata, possibilità.

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La sconfitta del Partito Democratico alle elezioni regionali della Liguria ha, com’era prevedibile, avviato uno strascico di polemiche. L’accusato principale della debacle è Luca Pastorino, candidato alla presidenza con Rete a Sinistra, parlamentare dell’area Civati che due mesi fa è uscito dallo stesso Partito Democratico.

Si possono fare moltissime considerazioni di carattere politico, ma forse il dato più inequivocabile, la fotografia migliore, ci viene mostrato dal Secolo XIX (L’analisi: Pd tradito più dagli astenuti che da Pastorino. Il boom della Lega). Una ricerca dell’Istituto demoscopico SWG ha analizzato i flussi dei dati delle regionali, confrontandoli con quelli delle europee dello scorso anno. Per quanto attiene al Pd, i risultati sono sintetizzati in questo diagramma:

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Ieri pomeriggio, mentre noi di Rete a Sinistra e Lista Pastorino eravamo intenti a festeggiare la conclusione della campagna elettorale, in un clima di serena allegria, in altre parti del centro cittadino si celebravano riti analoghi, ma molto più lugubri.

Berlusconi, tornato a Genova per sostenere il suo delfino Toti, parlava di fronte a una schiera nutrita di esponenti delle forze dell’ordine. Pier Luigi Bersani, invece, interveniva per sostenere Raffaella Paita, ovvero l’espressione di quel Pd che, a parole, dichiara di voler cambiare. Ovvio che il web poi si sbizzarisca e ci regali questa chicca.

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Luca Pastorino, candidato alla presidenza della Regione Liguria

1. Perché candidato?
Per rappresentare gli elettori di centrosinistra, indecisi e delusi che non votano più. In Liguria possiamo cambiare modo di fare politica. Chiedo un voto utile per sbloccare una situazione di confuse larghe intese che paralizzano tutto. Qui Renzi vuole sperimentare sulla nostra testa un laboratorio del partito nazionale senza alcuna analisi seria sui problemi della regione. Io sono un sindaco di paese e ho l’abitudine di stare sul territorio e parlare con le persone.

2. La tua è una candidatura alternativa alla Paita?
La mia candidatura è per rappresentare un progetto innovativo e concreto rivolto alla maggioranza degli elettori liguri, di centrosinistra, indecisi e delusi che non votano più. Tutto il resto mi sembra un ragionamento politicista che non interessa alle persone.

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Luca Pastorino

Daniela Preziosi, Il Manifesto, 17 marzo 2015

Democrack a Genova, è un civatiano il candidato della sinistra, dem nel caos. Dopo le primarie inquinate, associazioni, civici e partiti tutti d’accordo (o quasi). Lui: «Serve una strada unitaria». E stavolta Civati deve scegliere

Colpo di scena nelle regio­nali ligure, e per una volta, non è una cat­tiva noti­zia per la sini­stra in cerca di un can­di­dato. Pro­prio quando la situa­zione sem­brava dispe­ra­ta­mente incar­tata, e la burlandian-renziana — eletta con pri­ma­rie inqui­nate che ave­vano pro­vo­cato l’addio pole­mico al Pd di Ser­gio Cof­fe­rati — comin­ciava a dor­mire sonni tran­quilli, ieri Luca Pasto­rino, depu­tato Pd di area civa­tiana, ha annun­ciato di essere «pronto a lasciare il Pd» per «met­tersi a dispo­si­zione per un’alternativa alla pro­po­sta di governo regio­nale di Raf­faella Paita».

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