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Posts Tagged ‘Tupamaros’

Geraldina Colotti, Il Manifesto, 29 maggio 2015

Avrebbe dovuto essere una visita pri­vata: alla ricerca dei suoi tra­scorsi liguri a Favaro, dove sono nati i nonni. Ma l’agenda dell’ex pre­si­dente uru­gua­yano José Alberto Mujica Cor­dano si è riem­pita subito. E “Pepe” ha avuto ben pochi momenti per godersi l’alternanza di sole e piog­gia di que­sti ultimi giorni, insieme alla moglie Lucia Topo­lan­sky. Una cop­pia inos­si­da­bile di diri­genti poli­tici dai tra­scorsi guer­ri­glieri, rima­sti insieme dai tempi in cui i Tupa­ma­ros ispi­ra­vano il cuore dei gio­vani, nel Nove­cento delle grandi speranze.

“Pepe” Mujica (Lapresse – Vincenzo Livieri, da Il Manifesto)

Il Movi­mento di libe­ra­zione nazio­nale Tupa­ma­ros è stato un’organizzazione di guer­ri­glia urbana di orien­ta­mento marxista-leninista che ha agito in Uru­guay tra gli anni ’60 e ’70. Fon­da­tori e diri­genti — da Raul Sen­dic a Mujica, a Topo­lan­sky a Mau­ri­cio Rosen­cof — hanno pagato con lun­ghi anni di car­cere, ostaggi del regime mili­tare che ha oppresso il paese a par­tire dal golpe del 1973, e che ha con­cluso il suo ciclo nel 1984, con l’elezione del mode­rato Julio Maria Sanguinetti.

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Difendere l’allegria come una trincea
difenderla dallo scandalo e dalla routine
dalla miseria e i miserabili
dalle assenze transitorie
e le definitive
difendere l’allegria come un principio
difenderla dallo stupore e dagli incubi
dai neutrali e dai neutroni
dalle dolci infamie
e dalle gravi diagnosi
difendere l’allegria come una bandiera
difenderla dal fulmine e la malinconia
dagli ingenui e le canaglie
dalla retorica e gli arresti cardiaci
e dalle endemie e dalle accademie

difendere l’allegria come un destino
difenderla dal fuoco e dai pompieri
dai suicidi e dagli omicida
dalle vacanze e dall’oppressione
dall’obbligo di essere allegri

difendere l’allegria come una certezza
difenderla dall’ossido e dalla rogna
dalla famosa patina del tempo
dalla trascuratezza e dall’opportunismo
dai ruffiani della risata

difendere l’allegria come un diritto
difenderla da dio e dall’inverno
dalle maiuscole e dalla morte
dai cognomi e dalle compassioni
dall’azzardo
e anche dall’allegria.

Mario Benedetti

Mario Benedetti

Di chiara origine italiana, Mario Orlando Hamlet Hardy Brenno Benedetti-Farugia (Paso de los Toros, 14 settembre 1920 – Montevideo, 17 maggio 2009) è stato un poeta, saggista, scrittore e drammaturgo uruguaiano.

Fu assai attivo politicamente. Nel 1968 fu fondatore e direttore del Centro di Investigazione letteraria della Casa delle Americhe. Nel 1971, insieme ai membri del Movimento di Liberazione Nazionale – Tupamaros fondò il Movimento delle Indipendenze “26 marzo”, raggruppamento che passò a formare la coalizione delle sinistre Frente Amplio. Fu dirigente del movimento. Fra le sue opere di quel periodo, Los poemas comunicantes (I poemi comunicanti) con interviste a vari poeti sudamericani.

Nel 1973, in seguito al colpo di Stato militare, a causa del suo attivo favoreggiamento per i movimenti marxisti, deve abbandonare l’Uruguay. Lascia il suo incarico all’Università e si rifugia in esilio a Buenos Aires. Viaggi per l’Argentina, il Perù, la Spagna. Per una biografia completa e l’elenco delle opere vedi Wikipedia.

Per comprendere un po’ meglio la poetica di Mario Benedetti, segnalo questo bell’articolo di Claudia Crocco, Scrittura del limite. Su Tersa morte di Mario Benedetti.

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