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Archive for marzo 2014

Me ne sono ricordato con un paio di giorni di ritardo. Il 29 marzo di un anno fa moriva Enzo Jannacci.

Cantautore visionario e un po’ surreale, non sempre facile da digerire, ma grande. Grande perché cantava la Milano vera, quella dei diseredati, dei barboni, degli operai, non la Milano da bere paludata di griffe della moda, di aperitivi trendy, di sushi e caviale.

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Anastasios (Tassos) Parmenion Livatidis (1922 – 1988)

Siamo coloro che impastano, eppure non abbiamo pane,

siamo coloro che scavano il carbone, eppure abbiamo freddo.

Siamo coloro che non hanno nulla, e stiamo venendo a prendere il mondo

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Umberto Eco, intellettuale e scrittore assai prolifico, ci diletta con un piccolo divertissement. Dal secondo “Diario Minimo”, ecco come risponderebbero alcuni personaggi storici o famosi alla più banale delle domande: “Come va?”.

  1. Icaro: “Uno schianto”
  2. Proserpina: “Mi sento giù”
  3. Prometeo: “Mi rode…”
  4. Teseo: “Finché mi danno corda…”
  5. Edipo: “La mamma è contenta”
  6. Damocle: “Potrebbe andar peggio”
  7. Priapo: “Cazzi miei”
  8. Ulisse: “Siamo a cavallo”
  9. Omero: “Me la vedo nera”
  10. Eraclito: “Va, va…”
  11. Parmenide: “Non va”
  12. Talete: “Ho l’acqua alla gola”
  13. Epimenide: “Mentirei se glielo dicessi”
  14. Gorgia: “Mah!”
  15. Demostene: “Difficile a dirsi”
  16. Pitagora: “Tutto quadra”
  17. Ippocrate: “Finché c’è la salute…”
  18. Socrate: “Non so”
  19. Diogene: “Da cani”
  20. Platone: “Idealmente”
  21. Aristotele: “Mi sento in forma”
  22. Plotino: “Da Dio”
  23. Catilina: “Finché dura…”
  24. Epicuro: “Di traverso”
  25. Muzio Scevola: “Se solo mi dessero una mano…”
  26. Attilio Regolo: “Sono in una botte di ferro”
  27. Fabio Massimo: “Un momento…”
  28. Giulio Cesare: “Sa, si vive per i figli, e poi marzo è il mio mese preferito…”
  29. Lucifero: “Come Dio comanda”
  30. Giobbe: “Non mi lamento, basta aver pazienza”
  31. Geremia: “Sapesse, ora le dico…”
  32. Noè: “Guardi che mare…”
  33. Onan: “Mi accontento”
  34. Mosè: “Facendo le corna…”
  35. Cheope: “A me basta un posticino al sole…”
  36. Sheherazade: “In breve, ora le dico…”
  37. Boezio: “Mi consolo”
  38. Carlo Magno: “Francamente bene”
  39. Dante: “Sono al settimo cielo”
  40. Giovanna d’Arco: “Si suda”
  41. San Tommaso: “Tutto sommato bene”
  42. Erasmo: “Bene da matti”
  43. Colombo: “Si tira avanti”
  44. Lucrezia Borgia: “Prima beve qualcosa?”
  45. Giordano Bruno: “Infinitamente bene”
  46. Lorenzo de’ Medici: “Magnificamente”
  47. Cartesio: “Bene, penso”
  48. Berkeley: “Bene, mi sembra”
  49. Hume: “Credo bene”
  50. Pascal: “Sa, ho tanti pensieri…”
  51. Enrico VIII: “Io bene, è mia moglie che…”
  52. Galileo: “Gira bene”
  53. Torricelli: “Tra alti e bassi”
  54. Pontorno: “In una bella maniera”
  55. Desdemona: “Dormo tra due guanciali…”
  56. Newton: “Regolarmente”
  57. Leibniz: “Non potrebbe andar meglio”
  58. Spinoza: “In sostanza, bene”
  59. Hobbes: “Tempo da lupi”
  60. Vico: “Va e viene”
  61. Papin: “Ho la pressione alta”
  62. Montgolfier: “Ho la pressione bassa”
  63. Franklin: “Mi sento elettrizzato”
  64. Robespierre: “Cè da perderci la testa”
  65. Marat: “Un bagno”
  66. Casanova: “Vengo”
  67. Goethe: “C’è poca luce”
  68. Beethoven: “Non mi sento bene”
  69. Shubert: “Non mi interrompa, per Dio”
  70. Novalis: “Un sogno”
  71. Leopardi: “Sfotte?”
  72. Foscolo: “Dopo morto, meglio”
  73. Manzoni: “Grazie a Dio, bene”
  74. Sacher-Masoch: “Grazie a Dio, male”
  75. Sade: “A me bene”
  76. D’Alambert e Diderot: “Non si può dire in due parole”
  77. Kant: “Situazione critica”
  78. Hegel: “In sintesi, bene”
  79. Schopenhauer: “La volontà non manca”
  80. Cambronne: “Boccaccia mia…”
  81. Marx: “Andrà meglio…”
  82. Carlo Alberto: “A carte 48”
  83. Paganini: “L’ho già detto”
  84. Darwin: “Ci si adatta”
  85. Livingstone: “Mi sento un po’ perso”
  86. Nievo: “Le dirò, da piccolo…”
  87. Nietzsche: “Al di là del bene, grazie”
  88. Mallarme’: “Sono andato in bianco”
  89. Proust: “Diamo tempo al tempo”
  90. Henry James: “Secondo i punti di vista”
  91. Kafka: “Mi sento un verme”
  92. Musil: “Così così”
  93. Joyce: “Fine yes yes yes”
  94. Nobel: “Sono in pieno boom”
  95. Larousse: “In poche parole, male”
  96. Curie: “Sono raggiante”
  97. Dracula: “Sono in vena”
  98. Croce: “Non possiamo non dirci in buone condizioni di spirito”
  99. Picasso: “Va a periodi”
  100. Lenin: “Cosa vuole che faccia?”
  101. Hitler: “Forse ho trovato la soluzione”
  102. Heisemberg: “Dipende”
  103. Pirandello: “Secondo chi?”
  104. Sotheby: “D’incanto”
  105. Bloch: “Spero bene”
  106. Freud: “Dica lei”
  107. D’Annunzio: “Va che è un piacere”
  108. Popper: “Provi che vado male”
  109. Ungaretti: “Bene (a capo) grazie”
  110. Fermi: “O la va o la spacca”
  111. Camus: “Di peste”
  112. Matusalemme: “Tiro a campare”
  113. Lazzaro: “Mi sento rivivere”
  114. Giuda: “Al bacio”
  115. Ponzio Pilato: “Fate voi”
  116. San Pietro: “Mi sento un cerchio alla testa”
  117. Nerone: “Guardi che luce”
  118. Maometto: “Male, vado in montagna”
  119. Savonarola: “E’ il fumo che mi fa male”
  120. Orlando “Scusi, vado di furia”
  121. Cyrano: “A naso, bene”
  122. Volta: “Più o meno”
  123. Pietro Micca: “Non ha letto che è vietato fumare”
  124. Jacquard: “Faccio la spola”
  125. Malthus: “Cè una ressa…”
  126. Bellini: “Secondo la norma”
  127. Lumiere: “Attento al treno!”
  128. Gandhi: “L’appetito non manca”
  129. Agatha Christie: “Indovini”
  130. Einstein: “Rispetto a chi?”
  131. Stakanov: “Non vedo l’ora che arrivi ferragosto…”
  132. Rubbia: “Come fisico, bene”
  133. Sig.ra Riello: “Sono stufa!”
  134. La Palisse: “Va esattamente nella maniera in cui va”
  135. Shakespeare: “Ho un problema: va bene o non va bene?”
  136. Alice: “Una meraviglia”
  137. Dr. Zap: “Bene, la sai l’ultima?”
  138. Verga: “Di malavoglia”
  139. Heidegger: “Quante chiacchiere!”
  140. Grimm: “Una favola!”

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Anastasios (Tassos) Partemenion Livatidis (1922 – 1988)

Se vuoi chiamarti uomo
non smetterai nemmeno per un momento di batterti per la pace e la giustizia.
Uscirai per le strade, griderai, le tue labbra sanguineranno per le  grida
il tuo viso sanguinerà per le  pallottole, ma nemmeno un passo indietro.
Ogni tuo grido una sassata alle vetrate dei guerrafondai
ogni tuo gesto sarà per distruggere l’ingiustizia.
E ricorda: non distrarti neanche per un momento.
Se solo per poco ripenserai alla tua infanzia,
permetterai che migliaia di bambini vengano trucidati
mentre giocano spensierati nei loro paesi
se per un attimo guarderai il tramonto,
domani degli uomini si perderanno nella notte della guerra
se solo per un momento ti fermerai a sognare,
migliaia di sogni umani diventeranno cenere sotto le bombe.
Non hai tempo,
non hai tempo per te stesso
se vuoi chiamarti uomo.

Se vuoi chiamarti uomo
forse sarà necessario lasciare tua madre, la tua amata o tuo figlio.
Non esitare.
Rinuncerai alla tua luce e al tuo pane,
rinuncerai al riposo serale sulla soglia di casa
per intraprendere la dura strada che porta al domani.
Davanti a nulla ti spaventerai o avrai paura.
Lo so, è bello ascoltare una fisarmonica a sera, guardare una stella, sognare
è bello stare chino sulle labbra vermiglie della tua amata
e sentirla parlare dei suoi sogni per il futuro.
Ma tu devi dire addio a tutto ciò e metterti in cammino
perché tu sei responsabile di tutte le fisarmoniche del mondo,
di tutte le stelle, di tutte le lampade e di tutti i sogni
se vuoi chiamarti uomo.

Se vuoi chiamarti uomo
forse sarà necessario che ti chiudano in prigione per venti o anche più anni,
ma tu anche dentro la prigione ti ricorderai sempre della primavera, di tua madre e del mondo.
Tu da quel metro quadrato che sarà la tua cella,
continuerai per la tua strada sulla terra.
E quando nell’infinito silenzio, di notte,
busserai al muro della cella con il dito,
dall’altra parte del muro ti risponderà la Spagna.
Tu, se pur vedrai gli anni passare e i tuoi capelli divenire bianchi
non invecchierai.
Tu, anche dentro la prigione, ogni mattina ti sveglierai più giovane,
giacché sempre nuove lotte cominceremo nel mondo,
se vuoi chiamarti uomo.

Se vuoi chiamarti uomo
devi esser pronto a morire un mattino qualsiasi.
La sera prima nella solitudine scriverai una lunga tenera lettera a tua madre,
scriverai sul muro la data, le iniziali del tuo nome ed una parola: Pace,
come se scrivessi tutta la storia della tua vita.
Devi essere pronto a morire in un mattino qualsiasi,
devi poter stare davanti ai sei fucili
come se stessi davanti al futuro intero.
Devi, sulla scarica di fucili che ti sta ammazzando,
tu devi poter sentire i milioni di persone semplici che cantando lottano per la pace.
Se vuoi chiamarti uomo.

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